Un vuoto incolmabile

Mi sono svegliato con un pensiero bizzarro che mi frullava per la testa: il vuoto incolmabile. Sai quel vuoto di cui si dice tanto quando viene a mancare qualcuno, che rappresenta un riferimento importante nella tua vita? Beh, proprio quello.
Che non è mai così.
Il “vuoto incolmabile” o è ipocrita, quando si riferisce a personaggi noti, per celebrare, come da etichetta, nel modo più opportuno la loro dipartita, o è una invocazione di maggior sofferenza da autoinfliggersi, per stare più male, quando ci viene tolto un pezzo importante della nostra esistenza.

Non esiste il “vuoto incolmabile”, ovviamente.

Esiste la sensazione di smarrimento, più o meno devastante, di trovarsi in qualche maniera più soli, abbandonati, persi. Ma sono momenti, più o meno lunghi, ma momenti. Poi tutto si ricompone attorno alla nuova realtà.

E’ la vita che funziona così.

Immagino, per fare un paragone, che sia come quando il corpo subisce una ferita, dolorosa, che sanguina, improvvisa, brutale. La ferita viene curata, ma può fare ancora male a lungo, può ancora impedire di muoversi, agire con normalità. Poi, pian piano, fa meno male, non sanguina più, si rimargina, e col tempo ci si scorda di averla, ma c’è sempre, a ricordarci con quella cicatrice indelebile, quello che è stato.

E’ la vita che funziona così.

La natura cosmica, e quindi quella umana, tende a riparare i guasti di questo mastodontico sistema vitale di cui facciamo parte, macchine non perfette ma perfettibili, programmate per andare avanti, sempre e comunque, per superare ostacoli e difficoltà, dolori e perdita di punti di riferimento, abbandoni e memorie e, nel modo giusto o in quello sbagliato, a… colmare i vuoti.

 

vuoto incolmabile

Un vuoto incolmabileultima modifica: 2018-10-26T09:00:43+02:00da nedesis
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3 comments for “Un vuoto incolmabile

  1. 26 ottobre 2018 at 9:20

    Il vuoto incolmabile non esiste?
    Non ho mai avuto notizia di persone che, per quel vuoto incolmabile, si sono lasciate morire sulle tombe dei propri cari. Ma di cani che non lasciano i padroni nemmeno da morti, sì.
    Ma i cani, si sa, sono bestie, non sono esseri umani.

  2. 27 ottobre 2018 at 12:08

    nel silenzio pur vita c’è

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