La regola dell’eccezione: libero pensiero senza intenti e senza pretese

Le regole sono importantissime in un contesto sociale. Sono la garanzia per i più deboli di non finire vittime della prepotenza dei più forti.
A patto che vengano rispettate e che vengano fatte rispettare da chi è tenuto a farlo.
Le regole, scritte o non, esistono ovunque, anche laddove si crede non ci siano, perché la stessa mancanza di regole è una regola.
E ogni regola si porta dietro la sua eccezione, perché regole senza eccezioni richiamano regimi totalitari, culle di dittatori e tiranni, in cui le regole sono imprescindibili per tutti tranne per chi le detta.

L’eccezione conferma la regola.
Frase abusatissima, usata per giustificare qualsiasi comportamento che esula, di solito una tantum, da una normativa prestabilita e operante.
In effetti il concetto di “eccezione”, in questo contesto, è molto più importante di quanto possa sembrare, e cioè solo una piccola deviazione dalla norma. L’eccezione è la conferma, la legittimazione, il riconoscimento della norma stessa e la consapevolezza della trasgressione che essa costituisce quando, per un evento straordinario più unico che raro, si disattende la regola.

Karl Popper, austriaco, morto a Londra nel 1994, all’età di 92 anni è considerato uno tra i maggiori filosofi della scienza del XX secolo. Egli riteneva che la verità fosse sempre soggettiva e quindi mutevole in base alle esperienze di vita. Quindi, ogni regola deve essere considerata sempre transitoria, passibile di modifiche e di smentite.

Allora, se accettiamo questo assunto come assioma, la regola non può essere così rigida da non contemplare per definizione l’eccezione.
Ed ecco che l’eccezione ha la stessa valenza che in politica ha l’opposizione nei confronti della maggioranza: due facce della stessa medaglia, due aspetti inscindibili della stessa realtà.

Ma anche la regola ha sue aberrazioni: l’eccezione che diventa essa stessa regola.
In innumerevoli realtà politico-sociali, le norme, le regole vengono dettate valutando a priori quali eccezioni possono essere applicate per eluderle. Un po’ come dire “fatta la legge trovato l’inganno”, solo che qui l’inganno è premeditato, è la legge stessa, la norma, la regola.

Ed ecco che arriviamo alle regola dell’eccezione, definizione che evoca l’immagine di una sorta di “antinorma istituzionale” per cui l’eccezione stessa diventa regola, creando il caos, l’ingiustizia sociale, la ribellione.

La regola è, nell’accezione più definitiva del termine, la legge, che sappiamo dovrebbe essere uguale per tutti, e non lo è.
La regola dovrebbe essere la promessa per una uguaglianza sociale in grado di prescindere da ogni tipo di discriminazione, e non lo è.
La regola dovrebbe essere l’espressione della condivisione democratica d’intenti di qualsiasi comunità, e non lo è.
La regola dovrebbe essere espressione di rispetto, considerazione, comprensione nei confronti e tra le persone, e non lo è.

La regola è una costruzione basata sull’eccezione, la regola dell’eccezione, che serve per garantire al potere di poter disattendere le leggi che esso stesso ha emanato, garantendosi l’inebriante, caldo conforto che gli viene dall’esercitare il privilegio.

 

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La regola dell’eccezione: libero pensiero senza intenti e senza preteseultima modifica: 2018-10-27T15:46:18+02:00da nedesis
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1 comment for “La regola dell’eccezione: libero pensiero senza intenti e senza pretese

  1. 3 maggio 2020 at 12:20

    vero 🙂

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