Lottare

Non è la vittoria che conta bensì la tenacia e il coraggio coi quali ci siamo battuti.
(Santa Teresa del Bambin Gesù)

Lottare in nome dei propri diritti e dei i propri interessi è naturale, come lo è lottare per difendere sé stessi e i propri cari.
Lottare invece per difendere un principio, perché non si commetta un’ingiustizia nei confronti degli altri, quando potresti farti benissimo i cazzi tuoi, non è propriamente naturale in un contesto sociale quale è il nostro.

E come non essere d’accordo quando dobbiamo confrontarci ogni giorno, in una società regolata da qualcosa di molto simile alla legge della giungla, con una realtà che ci impone di non lasciarci mai coinvolgere, per evitare di pagare – in casi limite anche con la vita – l’opporsi alla prepotenza, alla protervia, al bullismo, all’ingiustizia sociale, messi in atto nei confronti di chi non ha la forza, né il coraggio, né gli strumenti per reagire.

La legge della giungla contempla che il più forte sopravviva e il più debole soccomba. E’ naturale.

Ma questa società non è e non deve diventare una giungla: noi tutti non possiamo permetterlo perché questa società è quella in cui viviamo e se non ci opponiamo al dilagante malessere dell’egoismo e del perseguimento incondizionato ed assoluto del bene personale a scapito e sulla pelle degli altri, oggi possiamo anche “sfangarla”, ma domani potrebbe toccare a noi, ai nostri cari, ricoprire il ruolo del più debole, senza nessuno che si preoccupi di darci una mano, lasciandoci soccombere. Esattamente l’opposto di quanto evocato da concetti quali “società” o “comunità”.

Fabrizio De Andrè, nella sua “Canzone del maggio”, nell’album “Storia di un impiegato”, dice, tra l’altro, […] anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti […], condannando coloro che al lottare preferiscono il fuggire, all’affrontare preferiscono l’evitare, al conoscere preferiscono l’ignorare, al combattere preferiscono il subire. Gente che Dante colloca all’Inferno, tra gli Ignavi.

“Non è la vittoria che conta”… perché probabilmente non vinceremo mai, perché un sistema malato cercherà in tutte le maniera di alimentare, difendere sé stesso da qualsiasi forma di attacco possa tentare di modificare il suo assetto. L’importante però è non smettere di credere in quello che facciamo e di batterci per quello in cui crediamo, perché se è vero che siamo granelli di sabbia di una spiaggia, è anche vero che la spiaggia è fatta di granelli di sabbia e che ognuno di noi conta in questa società e può fare qualcosa per cambiarla.
Forse poco, magari rimettendoci, ma varrà sempre la pena lottare per la cosa giusta, fosse solo perché è giusta, perché non possiamo chiedere se non diamo, perché siamo uomini e donne con una dignità, una storia, un’identità da difendere e da conservare, perché un esempio vale più di mille parole.

La vita è una gara, una competizione, cui tutti siamo chiamati a partecipare, e nella quali non tutti possiamo vincere, ma dobbiamo almeno provarci, battendoci con “tenacia e coraggio”, perché non farlo è aver perso in partenza.

 

300_(film)

 

 

 

 

 

Lottareultima modifica: 2018-11-11T10:54:31+01:00da nedesis
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